Ti è mai capitato? Esci da una seduta di logopedia o da una lezione di canto con i migliori propositi. Hai i tuoi esercizi, sai che ti fanno bene, eppure… passano i giorni e quel tubetto SOVT resta nel cassetto, la borraccia è vuota e il riscaldamento vocale diventa un “lo farò dopo” che non arriva mai.
Se ti senti in colpa, ho una buona notizia per te: non è mancanza di volontà, è un problema di strategia.
Per rendere la cura della voce un’azione automatica, possiamo applicare i principi di James Clear (autore del bestseller Atomic Habits), che ho ascoltato negli ultimi giorni in versione audio, e che mi ha acceso diverse lampadine su come rendere più accessibili le pratiche di gestione della vocalità, che mi trovo a consigliare quotidianamente alle persone nei miei percorsi terapeutici.
Ecco come trasformare il tuo riscaldamento vocale in un’abitudine costante attraverso tre pilastri clinici.
1. L’Habit Stacking: “Incolla” la voce alla tua routine
Il cervello ama le scorciatoie. Invece di cercare di “creare tempo” per la voce, usa il tempo che hai già. La tecnica dell’Habit Stacking consiste nell’associare una nuova abitudine a una già consolidata.
• L’esempio della moka: Mentre aspetti che il caffè salga, durante la colazione del mattino, riempi l’attesa bevendo due bicchieri d’acqua. L’idratazione sistemica inizia da qui, senza doverci pensare.
• La routine del mattino: Se lavi il naso ogni mattina, fallo subito dopo esserti lavato la faccia. “Dopo aver lavato il viso, laverò il naso”. Semplice e immediato. Sei già lì, nel tuo bagno, a compiere i soliti gesti di pulizia quotidiana e devi solo integrarne uno nuovo.
2. L’Intento di Implementazione: Smetti di essere generico
Dire “la prossima settimana farò più esercizi” è troppo vago per il nostro cervello. Per avere successo, serve un intento concreto: devi decidere dove, quando e cosa.
• In macchina verso il lavoro: Il venerdì mattina è una giornata vocalmente impegnativa? Stabilisci che durante il tragitto, invece di ascoltare un podcast, farai 10 minuti di humming e scale musicali.
• Il relax serale: Dal lunedì al venerdì, mentre guardi la TV o leggi, tieni pronta una garza umidificata per l’idratazione diretta. Non è più “un incombenza”, è parte del tuo relax.
3. Il potere dei Trigger Visivi: Se lo vedi, lo fai
Spesso dimentichiamo di prenderci cura della voce semplicemente perché gli strumenti non sono sotto i nostri occhi.
Dobbiamo progettare l’ambiente perché lavori per noi, sfruttando uno dei sensi che più utilizziamo nella nostra giornata, come gancio per invitarci all’azione.
• La scrivania “parlante”: Tieni la borraccia (magari una di quelle con le scritte motivazionali) sempre davanti a te mentre lavori. Basterà che il tuo sguardo si posi su di lei perché ti venga automatico sorseggiare un po’ di tisana. Molto più facile che ripetere costantemente a mente “devo bere 1 l di acqua al giorno!”.
• Il kit a portata di mano: Lascia il tuo tubetto per il SOVT nella stanza dove sai che ti allenerai.
Tieni le garze per l’umidificazione sempre a disposizione sul tavolino vicino al divano. Se ti siedi e poi ti ricordi che avresti voluto idratarti, ma le garze sono in un cassetto a distanza, sono certa che la pigrizia ti farà desistere dall’andare a recuperarle!
Se l’oggetto è visibile, il “trigger” (l’innesco) agisce automaticamente e la resistenza mentale scompare.
In conclusione
La voce non si cura con i miracoli dell’ultimo minuto, ma con la costanza dei piccoli gesti.
Siamo portati a credere che sia tutta una questione di motivazione e di disciplina, e che ci siano pertanto persone più predisposte e altre che falliranno perché meno costanti nel portare avanti i loro comportamenti. In realtà, come ci racconta Clear, possiamo smettere di incolparci per il nostro essere indisciplinati, e delegare all’ambiente che ci circonda e a piccole strategie comportamentali il compito di favorire l’instaurarsi di nuove e potenti abitudini nella nostra quotidianità.
Scegli oggi stesso una di queste tre strategie e prova ad applicarla per una settimana: noterai che non avrai più bisogno di “ricordarti” di scaldare la voce, perché sarà lei a ricordarlo a te.
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